Come vorrei ridurre tutto ad un giorno di sole

Come vorrei ridurre tutto ad un gjorno di sole, mi pare dicesse così una canzone di qualche anno fa, quello stesso sole che bacia la città in questo ottobre meraviglioso. 

Tutto succede per un motivo, dicono, hanno provato a farcelo credere in ogni modo possibile, che poi va anche bene quando si tratta di cose buone, belle e giuste, no? Belle fie, siamo, tutto come pare a noi.

Tutto accade per un motivo e per insegnarti qualcosa, dicono, solo che io non ho ancora capito, o imparato, peggio ancora, esattamente cosa?

Le rotture, i dispiaceri, le perdite, i rifiuti che ti arrivano in ognuno dei modi nei quali è possibile rifiutare qualcuno, servono a farci crescere, ma a farmi crescere, a me, ci pensa già il pane e prosciutto, e allora?

La vita ci sorprende in così tanti modi che ad alcuni dei quali non sfiorano nemmeno i nostri pensieri, quindi, forse, l’unico modo è alzarsi, vestirsi, truccarsi gli occhi con il quale guardi questo mondo così bello e brutto al contempo, portare fuori il cane, bere il caffè, e andare avanti, perché vita è un vento che non si posa, e come le maree ti copre di bene o di quel bene ti lascia a secco.

L’altro giorno ho letto che alcuni fisici hanno scoperto un effetto quantistico nel quale le decisioni prese nel presente sembrano modificare gli eventi del passato. 

Ho scritto a uno dei due miei fisici preferiti il quale  mi ha risposto: “Il passato non esiste”.

E io che pensavo che il passato non potesse tornare uguale, mai, come cantava Morandi, che già è più ragionevole, o no? Ma forse è proprio la stessa cosa, sapete?

Forse l’antidoto è circondarsi di chi ci fa ridere, e dimenticare, e talvolta parlare, come dice una mia amica, più banalmente, solo di cazzi.

E fine della storia.

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