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È brutale, ma mi pare un riassunto perfetto

 Ieri  il mondo ricordava la malattia di Alzheimer: qualche bella parola, qualche tavola rotonda, e oggi, poi, si “festeggia” altro, ma la malattia è sempre lì. Che poi, il rincoglionimento che prima era per tutti Alzheimer, adesso è un variegato calderone di malattie, demenze, deterioramenti cognitivi, vuoti nel cervello che non si colmeranno mai, un mai che è periodico; sempre più precoci, sempre più frequenti. Non è solo la memoria che si perde, ma tutto ciò che quella memoria deposita nel cuore.  Si perde la vita mentre si è in vita. È brutale, ma mi pare un riassunto perfetto. Quello che non viene spesso considerato, se non sotto forma di malcelato giudizio per cosa dovresti fare (il famoso e non richiesto se fossi in te) e invece non fai, è quello che perde chi sta accanto a questo tipo di malattia. Non parlo di perdita personale, che pure c’è, ma di perdita relazionale.  Tutto ciò che muore nel malato muore in te.  Muore ciò che eravate insieme.  E m...

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