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Ma non quanto amo te

Lo scorso fine settimana ho visto sei episodi di una serie che racconta la storia d’amore tra due ragazzi, due sportivi, due culture, due campioni, due giocatori di hockey, due cuori, due anime, due desideri. All’inizio mi chiedevo solo “Ma che cazzo di sport è l’hockey?” Poi mi sono detta che se esiste il ciclismo, dai, può esistere anche l’hockey, che male fa? A parte i lividi, temo. E nulla.  M’ha strascicato in terra, mi sono così innamorata di quei due che non mi innamorerò di nessuno per un bel po’ di tempo, anzi facciamo  mai più.  Quello che nasce come qualcosa di proibito, confuso, nascosto e non del tutto voluto, prende le forme, in un lungo tempo, di un sentimento  così grande e puro e vero che oltre alla sua bellezza si trascina dietro la sofferenza che solo i grandi amori ti buttano addosso, quella sofferenza che non tutti hanno il coraggio, o il privilegio, di poter vivere.  Uno dei due protagonisti è russo (ed è in patria per i funerali del padre)...

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