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Ci hanno fatto da ombrello

Domenica sera, a cena fuori davanti al mare di Livorno, avevamo al tavolo accanto al nostro due giovani ragazze che stavano festeggiando il compleanno di una di loro.  Fidanzate, amiche, sorelle, colleghe, cugine? Poco importa, hanno parlato fitto per tutto il tempo mangiando la loro pizza.  Al momento del dolce una ha dato all’altra il suo regalo, accompagnato da un biglietto, dalle dimensioni di una lettera, che la festeggiata ha letto, interrompendosi  svariate volte da quanto le scappava da ridere, e se rideva lei rideva anche quell’altra perché, è universalmente noto, che le risate si autoalimentano, come il vomito.  Mi potevo fare i cazzi miei, certo, ma le vedevo dritte e, anche se non vuoi guardare, vedi lo stesso.  A distanza di qualche giorno, seduta sul 102, ragiono sul fatto di quanto contino le parole e di quanto molto spesso se ne sprechino per le persone sbagliate o se ne abusi fuori tempo massimo: io sono una campionessa in questo.  Le parol...

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