Pippo Baudo
I sabati sera a casa a guardare Fantastico e il Festival di Sanremo, quello che si votava col Totip e che aveva orari da rave party.
Pippo Baudo ha accompagnato la vita di noi odierni boomer, e ci sembrava vecchio anche prima di diventarlo davvero.
Era come il portone di casa alla fine del vialino. Lo zio che si veste da Babbo Natale la sera della vigilia. I ritornelli delle canzoni che presentava, anche quelle brutte. Una parte di mondo, quello che mi ha visto piccina e che mi segue, o insegue, ancora, come fa il cane in ogni angolo di casa, una divinità profana in smoking e scarpa lucida.
È morta una televisione in ogni casa italiana, oggi.
Continueremo a comprare cantanti a suon di Baudi, consapevoli che, in fondo, a Pippo Baudo, un po’ di bene gli s’è voluto tutti.
E fine della storia.
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