Cose misteriose

Cose misteriose di oggi.

Ma anche di altri giorni.

Insomma, cose misteriose.

Il mi’ marito m’ha telefonato chiedendomi: “Ciccia, ma secondo te se faccio il Romito trovo traffico? Cosa dici, faccio l’Emilia?”. Peccato io non lavori a viaggiare informati. “Mah, sono le 21.05, prendi una strada e torna a casa”.

A Livorno ci sono frotte di croceristi smarriti e raminghi. Dappertutto, vestiti tra l’altro in un modo curioso e colorato. Li pare, un po’ a tutti, di essere sbarcati a little Italy. Che poi, confessiamolo, le crociere anche no, a meno che tu non abbia ottantacinque anni e una fantasia sotto la soglia minima. Ma un libro in montagna vi fa proprio schifo? Ah già, le navi non c’arrivano. Eppure anche io sono del comodo, ma quello mi pare davvero troppo. 

Sull’autobus, a Caletta di Castiglioncello, è salito uno che sapeva, vi giuro, di canfora (forse era sceso da una crociera), voleva raggiungere la sua barca al porto e, ascoltate bene, perché non me lo sto inventando, rivolto all’autista ha detto: “Salgo al volo, credevo di poter prendere un taxi, ma mi hanno detto che non passano”.  Voleva aspetta’ un taxi, a Caletta dí Castiglioncello.

Ah, senza contare la stranezza delle stranezze, in una parte mondo si muore a mazzi, a mazzi, come formiche sotto le suole delle scarpe, ma a noi ci garba parla’ di Raul, che poi cosa avrà fatto di tanto male, è uno di noi, è un morto di figa, come tanti, che poi via, di figa non è mai morto nessuno, mi risulta. 

E fine della storia.

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